venerdì 28 aprile 2017

Aeroporto di Comiso, le scelte di Ryan Air evidenziano la crisi dello scalo comisano e l’assenza di prospettive di crescita.



Necessaria una riflessione seria e condivisa, al di là della propaganda, che prenda atto della crisi attuale e rilanci l’Aeroporto.

La presentazione delle nuove tratte da e per la Sicilia da parte di Ryan Air, avvenuta nei giorni scorsi, ha chiarito le intenzioni della compagnia irlandese e soprattutto le sorti dell’aeroporto di Comiso.
Non solo infatti Ryan Air non ha varato alcuna nuova rotta, né nazionale, né internazionale, ma ha addirittura sottratto a Comiso il collegamento per Francoforte, trasferendolo a Catania ed indebolendo la principale rotta di collegamento con la Germania dallo scalo ibleo.
Una decisione che, se letta anche alla luce del rafforzamento dei servizi operati da Palermo e Catania e del mantenimento di quelli operanti da Trapani, è una sorta di “de profundis” rispetto alla possibilità che Ryan Air stessa potesse diventare l’operatore di riferimento per lo scalo comisano. Né possiamo certamente attendere notizie migliori da Alitalia, la quale, già prima della crisi profonda che sta attraversando, aveva lentamente manifestato il proprio disimpegno da Comiso, diminuendo frequenze e destinazioni dei voli.
Anche gli annunciati nuovi arrivi di compagnie aeree europee si limitano ad occasionali voli charter, per lo più da destinazioni improbabili ed assolutamente poco appetibili da un punto di vista turistico, anche in relazione alla tipologia di viaggiatori trasportati in terra iblea.
Un quadro che, unito ai dati di bilancio, se letti attentamente e senza l’enfasi legata ai toni propagandistici, desta grandi preoccupazioni sulla sorte dello scalo ibleo, evidenziando, ancora una volta, come legare le sorti di Comiso a quelle della società di gestione dell’Aeroporto di Catania, rispetto a quella di Milano, abbia in maniera evidente messo in risalto tutti i suoi limiti; pensare infatti che Catania potesse avere un minimo interesse a rafforzare un potenziale concorrente che insiste sulla stessa area geografica di interesse commerciale e turistico era una semplice utopia, rivelatasi in maniera eclatante come tale.
Per tali motivi, oltre all’allarme desidero lanciare l’idea, a tutti i protagonisti della vicenda, di insediare immediatamente un tavolo tecnico che esamini l’attuale situazione dell’aeroporto, pretenda coscienza e conoscenza dei numeri veri e solo dopo, elabori una strategia coerente da sottoporre all’attenzione dei governi regionale e nazionale.

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