venerdì 11 agosto 2017

Ritorno all'elezione diretta per le province: una scelta etica, non politica

Sul ritorno dell’elezione diretta per le province la scelta è etica, non politica. Se riforma doveva essere andavano  abolite, non commissariate e poi resuscitate. Meglio l'elezione diretta di eterni commissari voluti da Crocetta.

Rispetto alla sequela fallimentare di commissari voluta da Crocetta, l’elezione diretta è utile e deve servire ad avviare una fase di transizione utilizzando la legislatura per organizzare e normare una vera riforma, ma anche per sciogliere i nodi legati al  trasferimento di competenze e risorse. Se la scelta è dunque tra il perpetuarsi dei commissari e il ritorno all’elezione diretta con una legislatura di scopo, nessun dubbio sulla preferenza alla seconda soluzione.


Pur comprendendo le motivazioni e la buona fede di quanti hanno voluto e votato il ritorno all’elezione diretta per le province siciliane, non posso però esimermi dall’esprimere, la mia netta contrarietà su come la vicenda è stata gestita nel corso di questa legislatura. Tornare indietro è raramente un valore aggiunto, tanto più in questo caso, laddove la totalità dei cittadini ha da tempo espresso la propria insofferenza per la sopravvivenza di enti fatti diventare inutili e fonti di ulteriori spese e disservizi per colpa principalmente di un governo regionale che le ha abbandonate a se stesse.

Ma la mia  proposta non si ferma alla critica sulla nuova norma, vado oltre e sostengo che la vera scelta politica coraggiosa doveva essere quella di abolire del tutto le province, ristrutturare il concetto stesso di area metropolitana, modellandola sul modello inclusivo e partecipativo anglosassone, avendo cura però di salvaguardare le risorse occupazionali ancora in servizio, accompagnando la loro ricollocazione nei Comuni con adeguate risorse che non mettano in ulteriore crisi e difficoltà gli enti locali coinvolti.

Quanto alle competenze residue anche qui i problemi sollevati sono facilmente superabili: trasferire competenze significa, trasferire anche risorse umane e finanziarie che siano in grado di affrontare le emergenze un tempo demandate alle Province ed oggi dimenticate da tutti.

Giustificare la permanenza di centri di costo così elevati, danno ulteriore argomento alle proposte politiche populiste ed indeboliscono ogni proposta di governo seria ed alternativa a quella fallimentare della quale la Sicilia sta ancora pagando le conseguenze.

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