Mercoledì, 01 Aprile 2020 - 11:39

Assegni e pagamenti insoluti, prorogare di 6 mesi iscrizione in CAI e lo Stato sia garante di un fido ai creditori

L’inasprimento delle restrizioni dovute all’emergenza coronavirus  stanno prosciugando la liquidità di singoli cittadini e imprese.

Conseguenza della crisi è anche l’avvicinarsi di scadenze di pagamenti per un folto esercito di cittadini, piccoli e grandi imprenditori che rischiano di essere protestati e sanzionati con la conseguente iscrizione nella Centrale d’Allarme Interbancaria come cattivi pagatori.

Un meccanismo pericolosissimo che rischia di avvantaggiare il malaffare e creare nuove vittime dell’usura.

La proposta, che ho condiviso con il segretario regionale della Lega Stefano Candiani e sottoposto al nostro leader Matteo Salvini, riguarda in particolare la proroga di almeno 6 mesi per l’iscrizione in CAI e l’abrogazione della prevista penale del 10 % sull'importo dell'assegno insoluto e delle previste sanzioni amministrative con la conseguente segnalazione al Prefetto. L'attuale normativa, infatti, non prevede la cancellazione dalla Centrale rischi interbancari con il solo pagamento dell'importo facciale dell'assegno e il non pagamento della penale del 10% al beneficiario è causa di iscrizione in CAI e della combinazione di esose sanzioni da parte dei Prefetti.

Contestualmente lo Stato dovrà farsi garante con le banche affinché chi non potrà incassare l’assegno ottenga dalla banca un fido extra di pari importo per poter andare avanti.

Dobbiamo impedire che l’emergenza sanitaria partorisca una pletora di negozianti, commercianti, piccoli artigiani e imprenditori che non potranno rialzare le saracinesche delle proprie aziende quando tutto sarà finito.

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