Mercoledì, 27 Maggio 2020 - 12:19

Assistenti civici: si pensi ai “veri volontari”

La proposta del Governo sugli “assistenti civici” è un’altra questione che sottolinea la confusione con cui si sta affrontando la fase 2.

Coinvolgere comuni cittadini, reclutati in maniera estemporanea, per il controllo di altri cittadini non penso sia la soluzione al problema degli assembramenti e del distanziamento sociale.

Un’altra proposta pasticciata che non chiarisce le mansioni degli assistenti civici, cosa saranno autorizzati a fare e da chi. Questo stile è quello che ha contraddistinto la maniera di esprimersi del Governo fin dall’inizio dell’emergenza, sempre soggetta a interpretazioni, a dubbi, a fraintendimenti, tutt’altro che chiara, non facilmente comprensibile da tutta la popolazione, come dovrebbe essere sempre, a maggior ragione quanto si viene investiti da eventi straordinari.

L’idea a mio parere è da scartare, se servono persone per vigilare ci si affidi agli uomini e alle donne della protezione civile i “veri volontari” che da mesi gratuitamente e con professionalità lavorano per gli italiani dando supporto alle autorità Comunali e Sanitarie, oltre alle forze dell'ordine. Invece di sprecare soldi per assoldare persone senza preparazione che potrebbero rischiare anche per la propria incolumità, perché non utilizzare le somme per rimborsare quei volontari, già presenti, già formati, già conosciuti e identificati, già servitori, già collaboratori delle autorità, già assicurati?

In Italia ci sono tantissime associazioni di volontari: protezione civile, croce rossa, carabinieri in pensione, ex poliziotti e così via, perché non affidare a loro questo compito?   Queste attività sono proprio quelle nelle quali il volontariato di protezione civile e tutto il terzo settore  in generale, a partire dal volontariato specializzato sanitario e sociale, è stato ed è impegnato quotidianamente. Il Governo si impegni invece per il  riconoscimento del valore insostituibile del volontariato di protezione civile e più in generale del terzo settore visto l’impegno quotidiano nella vita sociale del Paese e affidi ai “veri volontari” questo compito: persone preparate e qualificate per operare in sicurezza.

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