Giovedì, 05 Novembre 2020 - 14:51

Sicilia zona arancione; oltre al danno la beffa!

 
 Dichiarazione congiunta sen. Stefano Candiani - on. Nino Minardo 
 
La classificazione della Sicilia in ‘zona arancione’, è un passaggio su cui c’è bisogno di chiarimenti e di capire bene su quali criteri adottati essa si fonda. Per questo, interrogheremo innanzitutto la presidenza del Consiglio e il ministro della Salute e chiederemo ogni utile informazione dal Comitato Tecnico Scientifico, per capirne il perchè. I danni economici che produrrà questa decisione, sono assolutamente incalcolabili e devastanti per settori già in ginocchio dopo il lockdown di primavera e che stavano tentando, faticosamente, di rialzarsi.
Adesso subiscono dal governo Conte, questo pugno alla bocca dello stomaco delle loro attività, senza un minimo di garanzia per oggi e tanto meno del domani.
Bar, ristoranti, cinema, palestre ma anche il mondo della cultura con i teatri e tutto quanto ruota attorno ed è indotto ad ognuna di queste attività, deflagra di fronte a questa scelta devastante  adottata ieri dal governo del Paese.
Appare inutile per la nostra Sicilia, inoltre, assistere a chi piange sul latte versato.
Perché se è vero che la classificazione delle regioni nelle tre zone individuate, si basa su parametri che includono, e in ruolo prioritario, la capacità del sistema sanitario regionale di assorbire e controllare l’incremento dei contagi ed il conseguente aumento dei ricoveri, bisognava pensarci per quel tempo che non difettava subito dopo il lockdown di marzo e aprile e programmare e pianificare la dotazione di posti letto e la creazione di strutture straordinarie, per bene, in vista di una seconda ondata che non è mai stata solo presumibile ma da mesi ritenuta certa.
Ed è inutile oggi puntare il dito. Piuttosto, sarebbe stato meglio in ogni sede -compresa quella del confronto di ieri prima che venisse ufficializzata la classificazione delle aree- far valere le nostre ragioni, semmai ce ne siano.
Adesso la priorità deve essere dare conforto e concreto aiuto alle imprese siciliane che subiranno il danno provocato da questo lockdown camuffato, che di light, per loro, ha solo un’aggettivazione che sa di beffa.

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