Lunedì, 04 Gennaio 2021 - 09:35

Inspiegabile la vessazione a danno del settore turistico e della ristorazione

C’è un dato incomprensibile nelle regole che il Governo si appresta a varare per la settimana in corso: il mantenimento della chiusura di bar e ristoranti, a fronte della riapertura degli altri esercizi commerciali per tutta la settimana, e persino dei centri commerciali, nelle giornate del 7 ed 8 Gennaio.

Evidentemente per il Governo sono l’anello debole della catena, la parte produttiva da sacrificare, atteso che oramai da settimane sono costretti ad uno stop, interrotto da ripartenza di pochi giorni, impossibili da praticare perché contrari ad ogni logica di organizzazione aziendale.

Nè basta richiamare il tema dei ristori, ancora in ritardo ed assolutamente insufficienti, per far fronte ad una chiusura così lunga, e soprattutto in coincidenza con il periodo più commercialmente appetibile dell’anno.

Il governo abbia il coraggio di dire a ciascuno di loro fino a quando sarà impedito di lavorare mentre assistono impotenti alla salvaguardia di altri settori commerciali; e soprattutto dica come e se intende risarcire le ingenti perdite di questi giorni, anche alla luce dell’annunciato invio di milioni di cartelle esattoriali, plastico esempio di un Governo che con una mano toglie e con l’altra non aiuta alcuno.

La Lega da tempo chiede aiuti veri e concreti per il settore del commercio in generale e per la ristorazione in particolare, assieme ad una nuova pace fiscale che consenta ad imprese e famiglie, oggi in grave difficoltà, di guardare con maggiore serenità al futuro; lo stesso futuro che l’assenza di un credibile piano vaccinale, circostanza peraltro ammessa dallo stesso Arcuri, sta rendendo sempre più complesso è nebuloso.

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