Mercoledì, 23 Ottobre 2019 - 15:26

Ferrovie dello Stato continua a dimenticare la Sicilia.

 
 La tendenza di Ferrovie dello Stato a non investire nella rete del Mezzogiorno è confermata dai piani industriali degli ultimi 15 anni da dove si evince  che le scelte strategiche aziendali vanno sempre nella direzione di favorire ulteriormente la rete del Centro-Nord.
 
La politica di disimpegno nel Sud ha prodotto di recente, con la soppressione di numerosi treni a lunga percorrenza, un ulteriore danno alla Sicilia che non è dotata di collegamento terrestre con il resto d'Italia; in questo desolante quadro si è perfino paventata la soppressione del servizio di traghettamento dei treni da e per la Sicilia, che, se realizzata, determinerebbe il definitivo isolamento dell'isola.
 
Il nuovo Ministro parla ripetutamente di crescita infrastrutturale e sarebbe il momento quindi di iniziare ad attuare una politica  di investimenti infrastrutturali nelle regioni meridionali per compensare il forte divario tra Centro-Nord e Sud.
 
La rete ferroviaria italiana è la fotografia del grande divario tra Centro-Nord e Sud ed è il risultato più evidente di una azione di governo che in termini di infrastrutture ha penalizzato il Sud e la Sicilia dove non esiste un km di linea ferrata efficiente e funzionante a pieno regime.

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