Lunedì, 09 Gennaio 2017 - 06:32

Salvaguardia dei grani antichi e agevolazioni per i produttori. Una proposta che “fissa i paletti” per la tutela dell’agroalimentare di eccellenza devastato dalle speculazioni estere.

Mettere un punto fermo al fine di salvaguardare i grani antichi della Sicilia, notevolmente prodotti  anche in provincia di Ragusa e che rappresentano un’eccellente prodotto di qualità.

Le varietà di  grani antichi, inoltre, mantengono un rapporto più equilibrato tra presenza di amido e presenza di glutine, contenendo una percentuale minore di questa proteina di cui tanto si discute; grani adatti a tutti i tipi di preparazione e sono ottimi anche da integrare nell’alimentazione dei bambini. Una produzione però a forte rischio a causa delle speculazioni delle multinazionali che hanno fatto crollare il prezzo del grano duro attraverso una concorrenza dei Paese extra UE che producono un grano di bassa qualità a costi minori e a volte spacciato per made in Italy.

Per questi motivi ho presentato una proposta di legge per la tutela dei grani antichi e per salvaguardare i produttori al fine di agevolare la loro attività. Previsti, infatti, contributi e l’ obbligo, con sanzioni in caso di inosservanza delle disposizioni previste da questa proposta, di etichettare la produzione di grano duro sul prodotto che viene commercializzato. In poche parole al fine di assicurare ai consumatori una corretta informazione sulle caratteristiche dei prodotti e di distinguerli da quelli integrali ricostituiti, ovvero ottenuti mediante miscelamento, è obbligatorio riportare nell'etichetta delle farine di grano duro non raffinate o integre e dei prodotti da esse derivate, l'indicazione di prodotto integro.

Si tratta di una tutela anche nei confronti dei consumatori  soprattutto per quanto riguarda la salute degli stessi con lo scopo di fare conoscere loro  i prodotti di grano duro e nello stesso tempo tutelarli contro pratiche lesive del diritto della salute. Nella proposta di legge è chiaramente  specificato il fatto che costituisce reato porre in vendita o mettere  in commercio farine di grano duro non raffinate o integre e i prodotti da esse derivati, non etichettati in conformità alle disposizioni presenti nella proposta di legge da me presentata, reato punibile con una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.300 euro a 9.000 euro. E’ urgente e imprescindibile salvaguardare i grandi antichi del nostro paese da quelli d’importazione.  E’ noto, ad esempio che  i grani che arrivano in Sicilia con le navi sono pieni di micotossine, sostanze che non fanno proprio bene alla salute…. questi grani d’importazione non è detto che vengano coltivati senza l’ausilio di pesticidi già banditi dal nostro Paese perché tossici oltre i nostri limiti di legge. Per non parlare del trasporto, che in molti casi avviene su navi petroliere trasformate in navi per il trasporto del grano. Da ciò nasce l’urgente esigenza  di difendere le produzioni del nostro territorio. E’ significativo sapere ciò che arriva sulle nostre tavole e con quali materie prime è stato lavorato. Pertanto la proposta di legge rappresenta  un passo avanti rilevante che nel contempo si traduce nella possibilità di aiutare la cerealicoltura di qualità.

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